Cellulite, edema, fibrosi o lassità? La domanda non è quale trattamento fare, ma quale componente stiamo trattando.
Quando si parla di cellulite si tende spesso a considerarla come un’unica condizione. La realtà è più complessa.
Tutte le pazienti cercano “il trattamento giusto”, certo, ma in realtà, prima ancora di parlare di trattamenti, bisognerebbe fare una domanda diversa: quale componente del problema stiamo cercando di trattare?
Quella che comunemente chiamiamo cellulite può presentarsi con caratteristiche molto diverse da persona a persona e coinvolgere contemporaneamente alterazioni del microcircolo, accumuli adiposi localizzati, fibrosi dei tessuti e perdita di elasticità cutanea.
Ecco perché due persone con un aspetto apparentemente simile possono avere bisogno di percorsi completamente differenti.
COME SI FORMA LA CELLULITE
La cellulite, definita in medicina panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS), interessa il tessuto sottocutaneo e deriva dall’interazione di diversi fattori anatomici, ormonali e microcircolatori.
Nel tempo possono verificarsi:
- alterazioni della circolazione locale e del drenaggio dei liquidi
- aumento del volume delle cellule adipose
- retrazione dei setti fibrosi che collegano la pelle ai tessuti profondi
- perdita di elasticità e qualità cutanea
Questi fenomeni contribuiscono alla comparsa delle tipiche irregolarità superficiali conosciute come “pelle a buccia d’arancia”.
Per comprendere il fenomeno è utile osservare la differenza tra pelle sana e pelle affetta da cellulite: quando le cellule adipose aumentano di volume e i setti fibrosi si retraggono, la superficie cutanea perde uniformità e compaiono le tipiche depressioni.
NON ESISTE UN SOLO TIPO DI CELLULITE
Uno degli errori più comuni è pensare che tutte le cellulite siano uguali. Dal punto di vista clinico possono invece prevalere componenti differenti.
Cellulite edematosa
È caratterizzata soprattutto da ristagno di liquidi e gonfiore. Le gambe possono apparire pesanti, soprattutto nelle ore serali.
Cellulite adiposa
In questa forma prevale l’accumulo di tessuto adiposo localizzato. Le irregolarità cutanee sono spesso associate a un aumento dei volumi.
Cellulite fibrosa
I setti fibrosi diventano più evidenti e rigidi. La superficie cutanea appare più irregolare e il tessuto meno elastico.
Cellulite sclerotica
Rappresenta la forma più avanzata. Le retrazioni fibrose sono più marcate e le irregolarità risultano visibili anche senza comprimere la pelle.
Per approfondire le diverse manifestazioni cliniche della cellulite può essere utile consultare anche la voce divulgativa dell’Istituto Superiore di Sanità dedicata alla cellulite.
Nella pratica clinica queste categorie raramente si presentano in forma pura. Molto più spesso convivono diverse componenti nello stesso distretto corporeo.

I DIVERSI GRADI DELLA CELLULITE
Oltre alla tipologia, è importante valutarne il grado:
Grado 1 – Le alterazioni non sono visibili spontaneamente ma compaiono comprimendo la pelle.
Grado 2 – Le irregolarità diventano evidenti in alcune posizioni o condizioni di illuminazione.
Grado 3 – La cellulite è chiaramente visibile anche in posizione eretta.
Grado 4 – Le retrazioni e le irregolarità sono marcate e spesso associate a fibrosi importante e lassità cutanea.
Il grado della cellulite è fondamentale perché influenza sia gli obiettivi realistici sia la strategia terapeutica.

PERCHÉ IL GRADO CAMBIA IL TRATTAMENTO
Una cellulite lieve e una cellulite avanzata non rappresentano lo stesso problema. Nelle forme più avanzate spesso coesistono contemporaneamente:
- accumulo adiposo localizzato
- fibrosi dei tessuti
- lassità cutanea
- alterazioni del microcircolo
In questi casi difficilmente una singola metodica riesce ad affrontare tutte le componenti del problema.

PERCHÉ SPESSO UN SOLO TRATTAMENTO NON BASTA
Una delle situazioni che osserviamo più frequentemente riguarda pazienti che hanno già eseguito trattamenti senza ottenere il risultato desiderato. Molto spesso il trattamento effettuato non era necessariamente sbagliato. Semplicemente affrontava una sola parte del problema.
Ad esempio, una procedura che favorisca la riduzione dei volumi può migliorare alcuni aspetti della cellulite. Tuttavia, se è presente anche una significativa lassità cutanea, la riduzione del volume può rendere più evidente la perdita di tono.

Allo stesso modo, un trattamento che migliori la qualità della pelle potrebbe non essere sufficiente se sono presenti accumuli adiposi o fibrosi importanti. Non è quindi solo una questione di scegliere il trattamento migliore, bensì di capire quale componente stiamo trattando.

COSA DICE LA LETTERATURA SCIENTIFICA?
Negli ultimi anni la ricerca ha confermato che la cellulite è una condizione multifattoriale e che il trattamento deve essere personalizzato sulla base delle caratteristiche predominanti della paziente.

Una recente revisione pubblicata sul database medico internazionale PubMed Central sottolinea come adiposità localizzata, fibrosi, lassità cutanea e alterazioni strutturali del tessuto rappresentino componenti diverse dello stesso problema.
Un’altra revisione scientifica dedicata ai trattamenti della cellulite evidenzia come nessuna singola metodica sia in grado di affrontare efficacemente tutte le manifestazioni cliniche della cellulite avanzata.
L’IMPORTANZA DELL’APPROCCIO COMBINATO
Per questo motivo, soprattutto nelle forme moderate e avanzate, si tende sempre più spesso a costruire percorsi che integrino tecnologie e strategie differenti. L’obiettivo non è sommare trattamenti indiscriminatamente. L’obiettivo è costruire un percorso coerente che tenga conto delle diverse componenti presenti.
Ogni trattamento può agire prevalentemente su aspetti differenti:
- qualità della cute
- lassità tissutale
- accumulo adiposo
- microcircolo
- fibrosi
La scelta delle tecnologie e delle tempistiche deve quindi essere personalizzata.
Diffida di chi propone lo stesso trattamento a tutte le pazienti.
Se il problema è multifattoriale, anche il ragionamento clinico deve esserlo.

PRIMA IL PROBLEMA, POI IL TRATTAMENTO
Per questo motivo la valutazione iniziale rappresenta il passaggio più importante.
Prima di decidere quale trattamento utilizzare è necessario capire:
- quale tipo di cellulite è presente
- quale grado di severità presenta
- quali componenti predominano
- quali sono gli obiettivi realistici della paziente
Solo dopo questa analisi è possibile costruire un percorso che abbia una logica clinica e aspettative realistiche.
Perché la domanda non è: “Quale trattamento devo fare?” La domanda corretta è: “Quale componente del mio problema stiamo cercando di trattare?”
Hai già fatto trattamenti senza ottenere il risultato che speravi? Forse non mancava il trattamento giusto. O forse mancava una valutazione completa del problema.

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